Forum Radio e TV Private locali amatoriali FM AM, dagli anni 70 ad oggi - Un sogno forse, una proposta, un'idea per ritornare agli anni 70 con nuove radio libere
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 Un sogno forse, una proposta, un'idea per ritornare agli anni 70 con nuove radio libere
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gianluca
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Città: Lidi e dintorni


716 Messaggi


Inserito il - 28/10/2017 : 10:41:20  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di gianluca Invia a gianluca un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
"Amo la radio perchè arriva dalla gente, entra nelle case e ti parla direttamente, e se una radio è libera, ma libera veramente, mi piace anche di più perchè libera la mente"
Ha senso di sognare ancora di riottenere la libertà di aprire nuove piccole emittenti private in FM "radio libere" in un mondo molto cambiato, dove l'FM è decaduta nelle mani dei grossi network che si fanno la guerra accaparrandosi le ultime frequenze, piombando come avvoltoi sulle radio che hanno costretto a chiudere?
Ha senso sognare la radio fatta di passione, entusiasmo, spontaneità, libertà? Ha senso sognare che ogni piccolo paese possa averne almeno una, in quest'era digitale, dove siamo tutti schiavi dipendenti dello smartphone?
Beh, io credo proprio di si!
In tutta questa evoluzione tecnologica e commerciale manca una cosa, una cosa importante difficilmente conciliabile col concetto di globalizzazione che ci vorrebbe tutti uguali, tutti schiavi di un pensiero unico omologato e soprattutto grandi consumatori, consumatori di inutilità che ci sembrano vitali, perchè tutti le desiderano.
Un mondo preoccupato per l'inquinamento ma che promuove lo spreco, lo scarto, i rifiuti, montagne di rifiuti che ci sommergono sempre più ogni volta che cambiamo lo smartphone perchè sembra essere l'oggetto che mette in luce la nostra identità, mentre invece ci imbavaglia sempre più nella melma dell'omologazione globale.
Se potessimo vederci con gli occhi che avevamo 30 anni fa, ci spaventeremmo!
Dovremmo riappropriaci dei nostri spazi, della nostra vera identità e dovremmo avere la possibilità di esercitarla e manifestarla liberamente, perchè non siamo tutti uguali, perchè il paesino è diverso dalla città, e ogni città è diversa dall'altra.
Nella comunicazione globale manca questo, manca l'espressione della propria identità inserita in un contesto locale, si LOCALE lo scrivo in maiuscolo, perchè credo che sia un concetto fondamentale.
Cosa c'entra tutto questo con le "radio libere"?
Chi le ha vissute lo sa bene, le radio erano espressione della località, della diversità, della libera espressione del pensiero, degli usi e costumi di ogni singola realtà locale, per questo ebbero tanto successo.
Ognuno ascoltava la radio del proprio paese, del proprio territorio, per questo la sentiva sua e la seguuiva con interesse in casa e al lavoro.
Era un modo per comunicare indirettamente, grazie agli spazi pubblicitari che promuovevano piccoli negozi o attività e servizi, mettendoli a confronto uno con l'altro, e in modo diretto grazie alle telefonate in diretta degli ascoltatori, o dei saluti e dediche.
Oggi manca tutto questo, purtroppo sappiamo quasi tutti che la legge attuale non permette di aprire nuove radio in FM e che chi sperava nelle onde medie ha avuto e avrà grandi delusioni, sempre a causa di una legge fatta frettolosamente e male, che ha messo barriere e filo spinato verso i piccoli.
Il web, per la propria conformazione e natura non è adatto al concetto di "locale" oltre al fatto che per ora gli ascolti delle web radio sono praticamente inesistenti, a fronte invece di grosse spese per pagare il fornitore di hosting e soprattutto le sanguisuga siae e scf.
Resta però una speranza, una possibilità, non tutto è perduto!
Il passaggio della TV nel 2010 dall'analogico al digitale, ha lasciate LIBERE E INUTILIZZATE le frequenze VHF della prima e seconda banda, oltre al canale C italiano, in pratica più o meno da 45 a 87,5 MHz. Se a questo enorme spazio togliamo anche la banda anacronisticamente riservata alla polizia attorno ai 78 -79 MHz, e quella amatoriale dei 50 MHz, resta comunque moltissimo.
Si potrebbe utilizzare e riservare agli appassionati la banda cosiddetta OIRT utilizzata per la radiodiffusione FM nei paesi dell'est, che va circa da 76 a 88 MHz o parte di essa, per dare a tutti la possibilità di ricreare la RADIO LIBERA ma libera veramente...
Una banda per la quale in Italia i ricevitori sono al momento solo appannaggio degli appassionati di radioascolto, ma che, se avrà il successo che immagino, potrebbe dar vita al commercio anche da noi di ricevitori peraltro molto economici alla portata di tutti.
Ovviamente la banda, per non fare la triste fine dell'FM classica degli 87,5-108 MHz, dovrebbe essere assegnata LIBERAMENTE A TUTTI, similmente alla Banda CB, magari con un canone simbolico di 5 euro l'anno e la libertà assoluta di trasmettere anche musica senza la mannaia di siae o scf, dato che si tratterà di microstazioni locali senza scopo di lucro, di proprietà di singole persone fisiche.
La potenza dovrebbe essere limitata entro una ventina di Watt, in modo da non essere assoggettati ai vincoli sull'esposizione elettromagnetica e all'ARPA, così da poter trasmettere liberamente dai centri abitati, come succede appunto per la vecchia citizen band.
I ripetitori potrebbero essere ammessi, magari prevedendo un massimo tre (sempre da 20 Watt massimi) per coprire meglio l'area di interesse, pur lasciando ampio spazio a nuovi soggetti futuri.

Ovviamente tale banda dovrebbe essere riservata ai nuovi appassionati intenzionati a creare una emittente radio locale, quindi escludendo categoricamente l'accesso ai network o chiunque disponesse già di licenze FM o AM.

Questa è la mia idea, il mio grande sogno,
sogno di risentire le voci locali del mio paese e, spostandomi in macchina, di cerare con curiosità le emittenti di ogni piccola o grande località che attraverso, con la stessa curiosità e spirito che animarono giovani e meno giovani negli anni 70, gli anni d'oro della radio,
facciamoli rivivere!
Viva la Radio, quella Libera!

Contattami per segnalare eventi e notizie sulla radiofonia pubblica e privata gianluca.mari(chiocciola)yahoo.it
Grazie

volaivano
Nuovo Utente



2 Messaggi

Inserito il - 08/11/2018 : 23:52:05  Mostra Profilo Invia a volaivano un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Iniziare l'articolo con le parole di una canzone di Finardi è stato sicuramente un risveglio della radio degli anni passati che io personalmente ho vissuto. La mia storia che ho vissuto in quegli anni:

Avevo circa 17/18 anni e scoprì per caso con una vecchia radio a valvole una stazione di Rimini che si chiamava Radio Castello (che memoria!!), era la prima radio che diffondeva il segnale fino a Pesaro (la città dove abito), mi fece subito una grande emozione sapere che parlavano da così vicino, visto e considerato che si era abituati ad ascoltare le voci della rai che erano a Roma. Dopo qualche mese, aprì a Pesaro Stereo Pesaro 103, iniziavano le trasmissioni come "prove tecniche di trasmissione" alle 9 della mattina e terminavano mi sembra alle 18 o alle 20, non ricordo bene. Caspita!! Una radio che trasmette dalla città!! Dissi entusiasto. Ogni giorno quindo quando potevo, mi immergevo nel suono che diffondeva quella vecchia radio, poi dopo qualche mese con la mia paga che percepito per il mio lavoro di Tappezziere mi comprai la mia prima vera radio a transistor una piccola ma splendida radio grunding che era capace di prendere stazioni che la vecchia radio nemmeno si sognava di sintonizzarsi. Da qui in poi, la mia mia passione per la radio si manifestò sempre di più, era diventato il mio chiodo fisso, volevo sapere come funzionava a tutti i costi, la prima cosa che desideravo era vedere gli studi di trasmissione, non ricordo questo come avvenne, ma ricordo perfettamente che visitai gli studi di Stereo Pesaro, ne rimasi meravigliato, ovviamente mi informai di tutto ciò che poteva servire ad aprire una radio. Detto fatto, come prima cosa cominciai a informarmi in edicola con quelle riviste di elettronica, (non ricordo i nomi delle riviste) ma ne trovai una in cui elencava perfettamente come si poteva autocostruire un piccolo trasmettitore in fm da 0.5 watt in uscita e si trovavano a poche Lire (preferivo certamente quella che l'euro di oggi), poi per poter trasmettere un cavo come quelli del CB ed un'antenna ground-plane sul tetto di casa. Ovviamente non avevo il mixer, ma bastava mettere vicino al microtrasmettitore (che era compreso anche una capsula con funzione di microfono) due altoparlanti che diffondevano la musica del mio registratore e via che la radio era fatta. Dimenticavo di dire che per alimentare il trasmettitore avevo preso la corrente da un alimentatore per l'amplificatore dell'antenna di casa che usciva con una corrente di 12 volt. Che dire? Era fatta la radio! Ora non dovevo fare altro che provare fino a che raggio di ascolto si poteva ascoltare la mia radio, quella era la prima delusione, si ascoltava infatti fino all'incirca ad un km da casa, e per una città come pesaro cosa era? Niente! Potevo restare fermo? No di certo! Trovai pochi giorni dopo sempre in scatola di montaggio un trasmettitore con un'uscita da 5 watt, però come alimentatore dovetti acquistarne uno più potente perchè quello precedente non bastava più. Questo trasmettitore aveva anche un'entrata a 5 poli che veniva usato anni fa ed era simile all'uscita del mio impianto stereo della Grunding comprato da poco, che fortuna!!! Presto fatto, presi un'uscita e la inserìì nell'entrata del trasmettitore. Accesi subito la radio portatile.....caspia che musica pulita che si ascoltava adesso!!! Andiamo subito a provare a sentire fino a dove si sente........se con un watt si ascoltava fino a un km ora con 5 si ascolterà 5 volte di più!! La matematica è esatta, ma il risultato non era quello!!! Si sentiva un poco più lontano di sicuro ma non serviva tutta la città. Iniziammo con gli amici a trasmettere musica e parole, ma non era soddisfacente, la radio era limitata. Ora separiamo la mia prima parte e sorvoliamo di qualche anno fino a dirVi che non restai fermo ma provai a chiedere se c'era posto in qualche radio per fare programmi, non trovai nella mia città ma in qualche città vicina, fino ad aprire uno studio in città (una sede di Pesaro di Radio Studio 94 di Urbino), grande soddisfazione ma poi anche una grande delusione alla chiusura quando mi venne comunicato che la radio per problemi finanziari sarebbe stata chiusa. Poi dopo questa esperienza passai a Pesaro a Radio Antenna3, ed infine a Radio Punto di Pesaro anche queste chiuse. Dimenticavo di dire che da nessuna delle radio ho percepito mai nulla, io avevo il mio lavoro e questi programmi li facevo per pura passione. Potevo restare fermo? Certo che no! Si cominciava a parlare di internet, cominciai a dedicarmi a questa nuova tecnologia, piano piano come autodidatta studiai in internet come realizzare siti web, a quel tempo con c'era ancora google, ma si usava come motore di ricerca altavista, libero, yahoo e virgilio, ma quei cervelloni di google in pochissimi anni spazzò via tutti. Dicevo mi dedicai allo studio di realizzare siti web, ma non con programmi già preconfezionati in cui bastava premere un bottone ed il sito era fatto, volevo realizzarli dal niente ed apportare anche una piccola modifica ad un sito già fatto,
volevo studiare alla perfezione il codice puro dell'html, poi il passo successivo è stato studiare l'asp in modo da fare diventare un sito dinamico ed aggiornato automaticamente. Tutto questo mi ha portato a realizzare anche siti per altri amici ma non in ambito professionale, anche perchè ho sempre avuto un mio lavoro e non potevo dedicarmi ad altro, questo lo faccio solo nel mio tempo libero. Arriviamo ad oggi, ovvero a pochi anni fà. Potevo secondo Voi dimenticarmi del mio primo amore, ovvero la radio? Ecco che allora che nasce Radio Rossini. Perchè secondo Voi Radio Rssini? Perchè trasmettendo la musica classica, nulla è dovuto sia a SIAE che SCF perchè la musica è diventata di Pubblico Dominio. Va bene direte Voi, ma che musica trasmette la Tua radio? Ovviamente musica classica al giorno e la notte la musica d'ambiente, ovvero suoni, musica e rumori d'ambiante, anche questa è musica che non rientra tra la musica soggetta a SIAE e SCF. Ma così hai poco pubblico all'ascolto! Si il pubblico è di meno, non perchè non ci sono gli ascoltatori, ma perchè le radio anche in questo settore ce ne sono a migliaia, forse credete che le web radio che trasmettono musica dei giorni nostri hanno più ascolto? Sbagliato anche questo, forse ce ne sono di meno di quelli che ascoltano la mia radio per il semplice motivo che c'è più concorrenza in questo settore musicale. Altra cosa da non dimenticare, io per la mia web radio non pago nulla per il server in quanto mi affido a radionomy, un sito che ti da spazio per aprire la tua radio, ti da la musica, ti concede tre mesi di tempo per avviare la tua web radio, passati i 3 mesi, se la tua radio non supera le 30 ore di ascolto complessive giornaliere, la radio te la chiudono. Io fortunatamente le 30 ore complessive di ascolto giornaliero le supero, ma ce ne sono tante che invece vengono chiuse da radionomy. Ciao a tutti.
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